Autore: Roberto Ordoñez. Avvocato.

Gentile cliente,

Come saprà, ci troviamo davanti a uno scenario economico e sociale instabile, aggravato dalla pandemia che stiamo attraversando che continua a generare un’incertezza che oggigiorno ancora non è terminata, e ciò crea una situazione economica angosciante per tutto il nostro tessuto imprenditoriale.

Come risultato, molte aziende hanno dovuto diminuire le proprie aspettative d’affari, sono state obbligate a rifinanziarsi e hanno sollecitato prestiti che non erano previsti. Di conseguenza la redditività delle aziende è stata seriamente pregiudicata e molte sono state costrette a richiedere un accordo di finanziamento o, purtroppo, alla liquidazione.

Data questa prospettiva, dobbiamo tenere presente che la moratoria d’insolvenza sarà in vigore per il resto dell’anno per cui ci troviamo davanti a una stabilità fittizia, in quanto sarà solo nel 2022, quando i creditori potranno richiedere le necessarie procedure d’insolvenza, che sapremo realmente cosa è successo al nostro tessuto imprenditoriale.

In questo clima, il governo ha preparato una riforma dell’insolvenza che mira in primo luogo ad adattarsi alla direttiva europea sulla ristrutturazione e l’insolvenza, e in secondo luogo a riorganizzare la legislazione applicabile.

Sono due gli aspetti più discussi del nuovo regolamento. In primo luogo, fatto altamente controverso, la possibilità per le micro imprese (imprese con meno di 10 lavoratori), di presentare l’insolvenza senza la necessità di un curatore fallimentare o di un avvocato e, in secondo luogo, la protezione speciale del credito pubblico che viene concesso.

Il meccanismo concepito per le micro imprese può occasionare gravi danni ai creditori e addirittura all’azienda stessa, dato che non è gestito da specialisti del settore. Tali danni possono portare ad un aumento dell’effetto trascinamento e alla liquidazione di aziende che sono state gravemente danneggiate dall’uso illecito di tale meccanismo in assenza di una reale supervisione.

D’altra parte, la speciale protezione del credito pubblico fa si che il concetto di seconda opportunità sia più fittizio che mai.  Dobbiamo ricordare che la direttiva europea sulla ristrutturazione e insolvenza non concede questa speciale protezione al suddetto credito, sapendo che concederla minerebbe e renderebbe impossibile un’applicazione reale ed efficace della direttiva stessa.

Questo è stato l’aspetto più controverso del progetto di Legge sull’Insolvenza e sono molti gli argomenti che stati avanzati a favore dell’eliminazione della protezione speciale del credito pubblico, per cui speriamo in una riformulazione di tale disposizione.

Davanti a questa complicata situazione, è nell’interesse delle aziende prepararsi ancora di più all’impossibilità di recuperare i crediti non solo se il debitore entra in procedura d’insolvenza, ma anche con carattere anteriore alla procedura stessa.

Dobbiamo prestare attenzione ai possibili accordi che si possono raggiungere in anticipo nella ristrutturazione dell’azienda in quanto sarà una delle poche, se non l’unica opzione, che avremo per salvare parte del nostro credito.

In conclusione, stiamo vivendo un momento di grande incertezza e grandi cambi legislativi, per cui dobbiamo prestare attenzione alla situazione economica non solo della nostra azienda, ma anche a quella delle imprese che direttamente o indirettamente influiscono nei nostri affari. Di conseguenza, adesso più che mai, è importante una consulenza specializzata che ci aiuti a scegliere la migliore opzione per il nostro credito e il nostro business.

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